Al Regio di Torino due novità assolute: La giara della Compagnia Zappalà Danza e Cavalleria rusticana di Gabriele Lavia.

Home/Notizie varie/Al Regio di Torino due novità assolute: La giara della Compagnia Zappalà Danza e Cavalleria rusticana di Gabriele Lavia.

Al Regio di Torino due novità assolute: La giara della Compagnia Zappalà Danza e Cavalleria rusticana di Gabriele Lavia.

Mercoledì 12 giugno, alle ore 20, vanno in scena al Regio di Torino due novità assolute: La giara di Alfredo Casella nell’interpretazione della Compagnia Zappalà Danza e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni nel nuovo allestimento firmato da Gabriele Lavia. Una serata dalla doppia suggestione e dai continui rimandi tra balletto e opera, Pirandello e Verga, tradizione e avanguardia con un comun denominatore: la Sicilia. L’Orchestra del Teatro Regio, presente in entrambi i titoli, è diretta dal maestro Andrea Battistoni.Il Coro, impegnato nel capolavoro di Mascagni, è istruito da Andrea Secchi. Nella commedia di Luigi Pirandello, la giara è una prigione, letterale per il riparatore di giare Zi’ Dima, chiuso al suo interno, e simbolica per Don Lollò, il padrone, prigioniero della “roba”. Alfredo Casella ne colse il carattere emblematico, in bilico tra ironia e grottesco, creandone nel 1924 una partitura musicale su richiesta dei Ballets Suédois. Zappalà nella coreografia, nelle scene e nelle luci, suggerisce uno spazio in cui la giara è sia contenitore della danza sia dimensione narrativa; luogo chiuso, limitato ma protetto, nel quale scorre la vita – il movimento – e dal quale osservare ciò che sta al di fuori, suggestiva ambivalenza che coinvolge il pubblico nell’interpretazione. Lo spettacolo vede protagonisti undici interpreti maschili. Una parte del cast è composto dai danzatori della Compagnia, gli altri sono stati scelti attraverso audizioni in tutta Europa: Londra, Milano, Roma, L’Aia, Barcellona, Berlino.Nella seconda parte della serata, va in scena Cavalleria rusticana, il capolavoro di Pietro Mascagni in un nuovo allestimento con la regia di Gabriele Lavia e scene e costumi di Paolo Ventura, il poliedrico artista milanese che ha rivoluzionato la fotografia contemporanea. Lavia, punto di riferimento del teatro e del cinema italiano contemporaneo, da ormai una trentina d’anni affianca alla suaimportante carriera di attore, regista e doppiatore anche la regia di opere liriche; torna al Regio con un altro titolo verista, con rimandi alle sue origini siciliane, dopo i suoi ammirati Pagliacci. Nel cast troviamo nomi d’eccezione: Santuzza è Daniela Barcellona, vincitrice del premio Abbiati e apprezzatissima interprete sui maggiori palcoscenici mondiali. Compare Turiddu è Marco Berti, il tenore ha cantato sotto la guida di direttori quali Antonio Pappano, James Levine, Daniel Oren. Nel ruolo di Alfio è Marco Vratogna, baritono stimato per la bellezza del timbro e la presenza scenica.

By |giugno 5th, 2019|Notizie varie|0 Comments

About the Author: