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ADDIO A FRANCESCO GUCCINI

La voce che ha insegnato all'italia a pensare



Ci sono notizie che non segnano soltanto la cronaca, ma lasciano un silenzio. La scomparsa di Francesco Guccini appartiene a questa categoria. Il cantautore si è spento oggi, 6 agosto 2026, all'età di 86 anni, nella sua amata Pavana, circondato dall'affetto della famiglia. Per sua volontà, i funerali si svolgeranno in forma privata.

Con lui se ne va uno degli ultimi grandi narratori della musica italiana. Ridurre Guccini alla definizione di cantautore sarebbe ingiusto: è stato poeta, scrittore, osservatore della società e autore capace di trasformare ogni canzone in un racconto. Le sue parole non cercavano mai il successo facile, ma il significato delle cose, lasciando a chi ascoltava il tempo di riflettere.

Da 'Dio è morto' a 'La locomotiva', da 'Eskimo' a 'Cyrano', passando per 'L'avvelenata', 'Autogrill' e decine di altri brani, Guccini ha accompagnato intere generazioni. Le sue canzoni hanno attraversato la storia italiana parlando di libertà, amicizia, politica, memoria e fragilità umana con una sincerità rara.

Nato a Modena il 14 giugno 1940 e profondamente legato all'Appennino tosco emiliano, ha sempre difeso la propria indipendenza artistica, scegliendo la coerenza invece delle mode. Anche dopo il ritiro dai concerti ha continuato a scrivere e a offrire il suo sguardo sul Paese, diventando un riferimento culturale ben oltre il mondo della musica.

Oggi il cordoglio arriva da artisti, istituzioni e migliaia di persone che nelle sue canzoni hanno trovato una parte della propria storia. Perché Guccini non ha soltanto scritto musica: ha raccontato l'Italia, con tutte le sue contraddizioni, le sue speranze e le sue malinconie.

Ci sono artisti che riempiono gli stadi e artisti che riempiono il tempo. Francesco Guccini apparteneva alla seconda categoria. Non cercava il ritornello perfetto, cercava la verità, anche quando faceva male. Le sue canzoni ci hanno insegnato che la cultura può essere popolare, che la poesia può abitare una chitarra e che raccontare l'Italia significa raccontare le persone. Oggi perdiamo una voce irripetibile, ma non il suo pensiero. Quello continuerà a vivere ogni volta che una sua canzone saprà fermarci, emozionarci e ricordarci chi siamo. (Giacomo Molinari

 
 
 
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