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" CABARET IL MUSICAL"

TEATRO BRANCACCIO ROMA



Sarà in scena sino a domenica 12 novembre al Teatro Brancaccio in Roma il Musical "Cabaret" basato su uno spettacolo di John Van Druten su soggetto di Christopher Isherwood con la traduzione e l'adattamento di Luciano Mattia Cannito che ne è anche il regista insieme all'eclettico Arturo Brachetti che interpreta anche il ruolo di Emcee, una sortadi narratore dello spettacolo che ha anche regalato al pubblio ottimi momenti musicali e strabilianti moomenti di trasformismo, suo " terreno naturale"

Nel ruolo di Sally Bowles una strepitosa Diana Del Bufalo ,bella, talentuosa, sexy e perfettamente calata nel ruolo; di lei sorprende, tra le altrre cose, la naturalezza con la quale vive il personaggio, lei non interpreta Sally, lei è Sally; il teatro italiano ha proprio bisogno di performer giovani,brave e preparate come Diana Del Bufalo; altro pezzo da 90 dello spettacolo è certamente Cristian Catto che veste i panni di Clifford Bradshow, perfetto nel ruolo, ottimo cantante e attore preparatissimo; encomiabile anche la performance di Christine Grimandi (Fraulein Schneider) e Fabio Bussotti ( Herr Shultz) strepitosa Giulia Ercolessi nel ruolo di Fraulein Kost e bravissimo anche Niccolò Umberto Minonzio nel ruolo di Ernst Ludwig.

Tanti complimenti anche all'ensemble di ottimo livello tecnico ed interpretativo ( Francesco Cenderelli, Simone Centonze,Elisabetta Dugatto, Felice Lungo, Ivana Mannone, Stefano Monferrini, Gaia Salvati e Susanna Scroglieri); le musiche sono eseguote dal vivo da ottimi musicisti.

Belle e pertinenti le coreografie curate da Luciano Cannito, tranne quella relativa al performance di tap dance, curata da Tony Buondancer , momento quello delle claquettes molto apprezzato dal pubblico.

Lo spettacolo dunque è di ottima fattura anche relativamente all'allestimento scenico e al disegno luci.

Insomma con un cast cosi preparato e di ottimo livello, la buona sinergia tra comparto artistico e tecnico e il racconto stesso che resta " senza tempo", si possono certamente perdonare alcune " debolezze registiche ".

Noi di radiodanza ringraziamo come sempre l'ufficio stampa SiSi communication




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