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L'EDITORIALE DI G.MOLINARI

10 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

L'ELISEO RIAPRE E CON LUI RIAPRE UNA PARTE DELL'ANIMA DEL TEATRO ITALIANO


Ci sono riaperture che hanno il sapore di una semplice notizia.

E poi ce ne sono alcune che hanno dentro la memoria, la passione, il coraggio e soprattutto le persone.

Quella del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo, annunciata il 17 settembre in Campidoglio, appartiene certamente alla seconda categoria.

Dopo sei anni di chiusura, il 2 ottobre tornerà a vivere il Piccolo Eliseo e il 28 ottobre sarà la volta della sala grande. Ma dietro queste date c’è molto di più: ci sono sessanta giorni di lavoro, investimenti, maestranze, personale, compagnie e un progetto artistico che prova a restituire alla città uno dei suoi luoghi storici dello spettacolo.

E oggi, da RadioDanza, voglio dire una cosa soprattutto ad Alessandro Longobardi.

Grazie.

Grazie perché durante quella conferenza stampa non abbiamo visto soltanto un direttore artistico presentare una stagione. Abbiamo visto un uomo emozionarsi.

E quell’emozione, quando ha ricordato suo padre e il debito umano e professionale che sente nei suoi confronti, ha dato un significato ancora più profondo a tutto ciò che stava raccontando.

Perché dietro un teatro non ci sono soltanto numeri, contratti, produzioni e calendari.

Ci sono storie, padri e figli, maestri, incontri, sacrifici.

Ci sono sogni che, a volte, sembrano impossibili e che qualcuno decide comunque di provare a realizzare.

Longobardi ha parlato di questa riapertura come di un gesto d’amore, di passione e di responsabilità. E forse è proprio questa la parola che più rappresenta ciò che è accaduto: responsabilità, verso una storia importante, verso Roma, verso gli artisti.m, verso il pubblico.

E guardando il cartellone, quella responsabilità prende forma attraverso una straordinaria squadra di interpreti e creatori.

Milena Vukotic, Lina Sastri, Lella Costa, Anna Bonaiuto, Elisabetta Pozzi, Geppi Cucciari, Viola Graziosi, Arturo Cirillo, Fortunato Cerlino, Ugo Dighero, Valeria Solarino, Gabriele Pignotta, Antonio Catania, Fausto Paravidino, Milvia Marigliano e tanti altri artisti saranno protagonisti delle due sale.

E ci sono registi, autori, compagnie e produzioni che compongono un mosaico estremamente articolato: dalla drammaturgia contemporanea ai classici, dalla commedia alla musica, dal teatro civile alla danza.

E permettetemi, da uomo di danza, di sottolineare proprio quest’ultimo aspetto.

Perché dentro questa rinascita c’è anche la danza.

C’è Asteroide, presentato nel programma come Premio UBU 2025 per il miglior spettacolo di danza, a testimoniare che il movimento può abitare pienamente una grande stagione teatrale e dialogare con la prosa, la musica e gli altri linguaggi della scena.

Ed è questo che vorrei vedere sempre di più: un teatro senza compartimenti stagni.

Un teatro nel quale un giovane possa entrare per vedere un attore e scoprire un danzatore.

Dove chi ama la musica possa incontrare la prosa.

Dove la tradizione possa dialogare con la contemporaneità.

Dove le nuove generazioni possano trovare spazio accanto ai grandi maestri.

Perché il teatro non è soltanto ciò che accade sul palcoscenico.

Il teatro è ciò che accade tra il palcoscenico e le persone.

E l’Eliseo, per la sua storia, ha una responsabilità particolare. Sul suo palcoscenico sono passati alcuni dei protagonisti più importanti del teatro e dello spettacolo italiano e internazionale; oggi una nuova generazione di artisti è chiamata a scrivere un altro capitolo di quella storia.

Per questo la fotografia di Alessandro Longobardi emozionato durante la conferenza stampa resterà, almeno per me, una delle immagini più belle di questa riapertura.

Perché in quell’emozione c’era il passato.

Ma soprattutto c’era il futuro.

Bentornato Eliseo.

Bentornate luci.

Bentornati artisti.

Bentornato pubblico.

E grazie a tutti coloro che hanno avuto il coraggio di riaprire quelle porte.

RadioDanza-CulturaItaliaNetwork ci sarà.

Per raccontare gli spettacoli, gli artisti, la danza, il teatro e tutte le storie che nasceranno nuovamente in via Nazionale.

Perché quando un teatro riapre, non riapre soltanto una sala.

Si riapre una possibilità.

Giacomo Molinari

Editore e Presidente RadioDanza


 
 
 

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