RADIODANZA NEWS 13/07/2022

Il Giappone sta piangendo la morte di Shinzo Abe, assassinato l'8 luglio scorso.



In Giappone è il giorno delle lacrime. All’indomani della vittoria elettorale del partito di governo, i “suoi” liberal democratici, l’ex premier Shinzo Abe, assassinato venerdì, ha avuto finalmente sepoltura. I suoi funerali si sono svolti nel tempio buddista più celebre di Tokyo, quello Zojoji risalente al XVII secolo, il cui nucleo centrale, il cosidetto Sangadetsumon, è il più antico edificio in legno della città, sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Le esequie sono state organizzate in forma privata, lo spazio ristretto del tempio accessibile solo a parenti ed amici: fra questi, il primo ministro Fumio Kishida e il segretario generale del Partito liberaldemocratico Toshimitsu Motegi. Ma il funerale è stato preceduto da una veglia cui hanno partecipato almeno 2500 persone e alla quale si sono affacciati esponenti politici di tutto il mondo, compresi la segretaria al Tesoro americano Janet Yallen, attualmente in visita in Giappone. Numerosi diplomatici, compreso l’ambasciatore statunitense Rahm Emanuel e quello russo Mikhail Galuzin. Pure il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha voluto rendergli omaggio con una visita non programmata, nel corso della quale ha definito Abe “uomo di visione”. Pure il vicepresidente taiwanese William Lai, ha fatto una visita lampom ben sapendo che la sua presenza potrebbe irritare non poco Pechino, tanto che il ministro degli Esteri giapponese, Yoshimasa Hayashi, si è precipitato ad assicurare che il taiwanese è andato a titolo personale e non come rappresentante del suo governo.

Tantissime persone si sono comunque messe in fila davanti al tempio di Zojoji nella speranza di rendere omaggio al premier più longevo del Giappone. A migliaia si sono invece riuniti poco distante, sotto l'iconica Torre di Tokyo, deponendo fiori davanti alle foto del politico ucciso. Post mortem Abe ha ricevuto due importanti riconoscimenti: il Collare del Supremo Ordine del Crisantemo, la più alta onorificenza giapponese, e perfino un titolo nobiliare: il Primo rango inferiore di Corte. Dal mondo, fa sapere il ministero degli Esteri, sono arrivati oltre 1700 messaggi di condoglianze da 260 paesi.



Torna il gran caldo in Italia e in Europa


Dopo una settimana con temperature tornate nelle medie stagionali, a partire da oggi in buona parte dell’Italia e del resto dell’Europa si registrerà un marcato aumento delle temperature massime a causa di una nuova ondata di calore. In Portogallo, Spagna, Francia e parte del Regno Unito le temperature massime rilevate sono già aumentate sensibilmente, mentre in Italia il caldo aumenterà nelle prossime ore, raggiungendo un primo picco entro venerdì in quasi tutto il paese. I modelli prevedono poi ulteriori aumenti della temperatura nella prossima settimana, con massime che in molte città italiane potranno superare ampiamente i 40 °C. La nuova ondata di calore si aggiunge a quelle che abbiamo vissuto nelle settimane scorse, in marcato anticipo rispetto al solito e che hanno comportato numerosi disagi, problemi di salute e contribuito al peggioramento della siccità in buona parte dell’Italia. Le temperature massime e minime nel mese di giugno sono state abbondantemente sopra la media in quasi tutta l’Europa, confermando andamenti già rilevati negli scorsi anni riconducibili agli effetti del cambiamento climatico.

Il grande regista teatrale e cinematografico britannico Peter Brook ci ha lasciato

Sabato 2 luglio, a Parigi, è morto Peter Brook, considerato uno dei più importanti registi teatrali del Novecento: aveva 97 anni. Brook, che era britannico, era nato a Londra il 21 marzo 1925 da una famiglia di scienziati ebrei emigrati dalla Lettonia. Aveva studiato al Magdalen College dell’Università di Oxford e successivamente diretto la produzione artistica della Royal Opera House, a Londra, dal 1947 al 1950. I suoi spettacoli e le sue produzioni fecero il giro di mezzo mondo, arrivando anche a Broadway e portandolo a vincere diversi premi – tra cui due volte il Tony Award, il più importante premio americano per il teatro, un Emmy Award e un Praemium Imperiale in Giappone – e a ricevere numerose onorificenze, nel Regno Unito e altrove. Si era trasferito a Parigi nei primi anni Settanta, dove nel 1974 aveva trasformato una malandata sala di fianco alla Gare Du Nord in quello che oggi è il famoso teatro Bouffes Du Nord, divenuto la base della sua compagnia teatrale per oltre 30 anni. A Parigi Brook aveva anche fondato, assieme alla produttrice Micheline Rozan, il Centro Internazionale di Ricerca Teatrale, che mise insieme attori e professionisti teatrali provenienti da diversi luoghi del mondo, che a loro volta portarono le produzioni teatrali di Brook in vari paesi. Brook aveva anche diretto musical, messo in scena opere di protesta politica, per esempio negli anni Settanta contro la guerra in Vietnam, pubblicato studi – Lo spazio vuoto (1968) è uno dei più noti – e lavorato anche nel cinema.

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