RADIODANZA NEWS 28/06/2022


La scorsa settimana il gruppo criminale BlackCat, noto anche come ALPHV, ha pubblicato 698 megabyte di dati rubati all’università di Pisa. All’interno ci sono l’elenco dei beni dell’ateneo, i numeri di telefono dei docenti, i loro piani ferie, le informazioni sullo smart working e sulle timbrature all’entrata e all’uscita dal lavoro, diverse coordinate bancarie. È soltanto una parte dei dati – probabilmente la meno rilevante – sottratta dai criminali che hanno chiesto un riscatto di 4,5 milioni di dollari. Il recente furto all’università di Pisa è uno dei più gravi compiuti contro un’istituzione italiana, per quantità e qualità dei dati rubati e per valore del riscatto richiesto.


Anche in questo caso, come era già successo negli attacchi contro ospedali e grandi aziende come Ferrovie dello Stato, la gestione delle operazioni è stata efficace: è la dimostrazione di come i gruppi criminali siano sempre più organizzati grazie a un modello che si può definire imprenditoriale, redditizio per loro e pericoloso per aziende e istituzioni. Di fatto, nonostante in un certo radicato immaginario l’hacker sia un individuo solitario al lavoro davanti a uno schermo (con scritte verdi su sfondo nero, spesso), il crimine informatico si è evoluto al punto da diventare un vero mercato con le sue aziende, i suoi consulenti, un sistema di reclutamento per le assunzioni e di distribuzione dei ricavi.

Poche ore dopo la diffusione della sentenza con cui la Corte Suprema statunitense ha eliminato il diritto all’aborto a livello nazionale, il presidente statunitense Joe Biden ha parlato di «un tragico errore», promettendo maggiore impegno per proteggere le donne che intendono interrompere una gravidanza. Secondo vari politici Democratici, fra i quali molti dell’ala sinistra del partito, la risposta di Biden finora è stata però assai debole, e potrebbe rimanere tale anche in futuro, nonostante le promesse di fare di più.


«Le parole di Biden sono state dure, ma avrei apprezzato qualche dettaglio in più sulle misure da prendere», ha detto per esempio a Politico la deputata Pramila Jayapal, che presiede il più importante gruppo politico di sinistra dentro al partito, il Progressive Caucus. Ma l’auspicio non si limit

a all’ala più radicale. Trentaquattro senatori Democratici hanno firmato una lettera aperta in cui chiedono a Biden «decisioni coraggiose»: «Hai il potere di reagire e guidare una risposta nazionale a questa decisione terribile», si legge nella lettera.



Almeno 18 persone sono state uccise e 59 sono state ferite nell’attacco missilistico russo che lunedì pomeriggio ha colpito un centro commerciale nella città ucraina di Kremenchuk (nella regione di Poltava, nell’Ucraina centrale, lontano dal Donbass, dove si stanno concentrando le operazioni militari russe). L’attacco è avvenuto poco prima delle 16 locali (le 15 in Italia), quando uno o più missili russi hanno colpito l’edificio, che si trova vicino alla stazione ferroviaria della città.

Non ci sono ancora conferme del numero esatto di missili lanciati dai russi, anche se secondo alcune ricostruzioni solo un missile avrebbe colpito il centro commerciale mentre un secondo sarebbe caduto nelle vicinanze. L’attacco, secondo le autorità ucraine, sarebbe stato lanciato da un bombardiere a lungo raggio dalla città di Kursk, in Russia.

Al momento dell’attacco, secondo le autorità ucraine, nel centro commerciale c’erano circa mille civili: molti sono riusciti a scappare dall’edificio prima che le fiamme lo avvolgessero e distruggessero completamente. Secondo le autorità locali, i dispersi sarebbero almeno 40.


Alle 7 di martedì mattina l’incendio era ormai spento, ma le operazioni di soccorso e ricerca stanno andando avanti. Le informazioni che arrivano da Kremenchuk sono ancora approssimative, ed è possibile che il numero di morti e feriti cresca notevolmente nelle prossime ore.




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