ADDIO AD ALEX ZANARDI
- RadioDanza Redazione

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Alex Zanardi, addio al campione che ha insegnato all’Italia il significato della parola limite
È morto Alex Zanardi. L’ex pilota di Formula 1, campione CART e simbolo assoluto dello sport paralimpico italiano, si è spento all’età di 59 anni, come comunicato dalla famiglia.Zanardi non è stato soltanto un atleta. È stato una delle figure più luminose dello sport contemporaneo, capace di trasformare ogni ferita in una nuova traiettoria, ogni caduta in una partenza diversa. Nato a Bologna nel 1966, aveva corso in Formula 1 e conquistato due titoli consecutivi nella CART nel 1997 e nel 1998, prima dell’incidente del 2001 al Lausitzring, in Germania, che gli costò l’amputazione di entrambe le gambe.Da quel momento, però, la sua storia non si fermò. Cambiò forma. Zanardi tornò a competere, tornò a guidare, tornò a vincere. Si dedicò poi all’handbike, diventando uno dei più grandi interpreti del paraciclismo mondiale: quattro ori e due argenti paralimpici tra Londra 2012 e Rio 2016, oltre a numerosi titoli mondiali.Nel 2020 un nuovo gravissimo incidente durante una staffetta benefica lo aveva costretto a un lungo percorso medico e riabilitativo. Da allora era rimasto lontano dalla vita pubblica, custodito dall’affetto della famiglia e dal rispetto di un’Italia che non aveva mai smesso di riconoscere in lui un esempio raro di coraggio, dignità e forza interiore.Per RadioDanza, che ogni giorno osserva il corpo come strumento di espressione, presenza e libertà, la figura di Alex Zanardi parla anche al mondo della danza. Perché ogni gesto, nello sport come sulla scena, nasce da una conquista. Ogni movimento è una dichiarazione. Ogni corpo racconta una battaglia invisibile prima ancora di diventare bellezza, tecnica o performance.Per quanto riguarda le esequie, al momento non sono stati ancora comunicati dettagli ufficiali dalla famiglia. Le informazioni verranno rese note nei prossimi giorni, nel rispetto della riservatezza richiesta dai suoi cari.“Alex Zanardi ci lascia una lezione che va oltre lo sport”, sottolinea Giacomo Molinari. “Ci ha insegnato che il limite non è sempre un muro: a volte è una soglia, un punto da cui ricominciare con una consapevolezza nuova. Nel mondo della danza sappiamo bene quanto il corpo sia memoria, fatica, disciplina e verità. Zanardi ha trasformato il proprio corpo ferito in un messaggio potentissimo di vita. Oggi non salutiamo solo un campione, ma un uomo che ha saputo restituire dignità alla parola forza.”







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