" TORNA FRA NOVE MESI"
- RadioDanza Redazione
- 5 ore fa
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TEATROSOPHIA ROMA DAL 18 AL 22 FEBBRAIO

TEATROSOPHIA presenta
TORNA FRA NOVE MESI
di EVELINA BUFFA NAZZARI
con EVELINA NAZZARI MADDALENA RECINO
scenografia e costumi LUDOVICA CANTONO DI CEVA
Musiche FRANCESCO CRISAFULLI
Luci GLORIA MANCUSO
Progetto Grafico COSTANZA CRISAFULLI
Regia ANGELO LIBRI
Produzione ZERKALO
Spettacolo in scena dal 18 al 22 febbraio
Due donne si muovono su una scena interamente coperta di fogli stracciati, stropicciati come le loro esistenze di madri in pedita.
E'uno spazio fragile, instabile, che diventa immediatamente riflesso di una vita spezzata, di un senso che non c'è più. In questo paesaggio di carta, le due protagoniste si affaccendano in una ricerca ostinata e dolorosa: rovistano nel passato, ne riaprono le ferite, raccontano i moti del loro dolore mentre. tentano, con fatica, di immaginare un futuro possibile.
Tra le carte bianche emergono ricordi, frammenti di vita, oggetti che sembrano formarsi dal nulla, come se la memoria stessa prendesse corpo davanti agli occhi dello spettatore.
Tutto è carta: sottile, vulnerabile, corruttibile. Un materiale che diventa metafora evidente della precarietà dell'esistenza e della fragilità di ogni equilibrio umano.
Nella messa in scena di ANGELO LIBRI non c'è spazio per il compiacimento emotivo o per il sentimentalismo. Il dolore arriva netto, graffiante, sostenuto da un fondo di rabbia e sarcasmo che n e amplifica la forza.
EVELINA NAZZARI e MADDALENA RECINO attraversano lo spazio scenico con una fisicità tesa e mobile, seguendo una dinamica che richiama i passaggi mentali del pensiero e della memoria. Entrano ed escono da una grande cassa di legno e corde, struttura simbolica che si trasforma di volta in volta in un grembo, rifugio, prigione, luogo di nascita e di morte, generando immagini sempre nuove e cariche di significato.
A più riprese, durante lo spettacolo, lo sguardo diretto e privo di mediazioni delle attrici si posa sul pubblico. Non c'è distanza, nè protezione : lo spettatore è chiamato a essere "soggetto guardante", parte attiva dell'esperienza, al di fuori di un qualsiasi voyeurismo. Perchè il dolore della perdita di un figlio un dolore che porta con sè quello di tutto il mondo non può essere spiegato o raccontato, ma soltanto condiviso.
Ed è in un lungo momento di silenzio, spoglio di ogni residuo di rabbia, che le due donne restituiscono a chi è disposto ad ascoltare la verità più profonda della loro condizione : una verità fragile, essenziale, che non cerca consolazione ma presenza, e che chiede allo spettatore di restare, semplicemente, dentro il dolore.
Orari spettacoli : MER-GIOV-VEN ore 21:00-SABATO E DOMENICA ore 18:00
Ufficio Stampa ANDREA CAVAZZINI
A questo link l'intervista a EVELINA NAZZARI https://www.patreon.com/posts/area-di-evelina-150993829...



