ADDIO A EMMA BONINO
UNA VITA DALLA. PARTE DEI DIRITTI

È morta oggi, 11 settembre 2026, Emma Bonino. Aveva 78 anni.
Con lei scompare una delle figure più riconoscibili e combattive della politica italiana degli ultimi cinquant’anni, protagonista di battaglie che hanno attraversato e spesso anticipato i grandi cambiamenti della società italiana.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino entra giovanissima nel mondo radicale accanto a Marco Pannella. La sua storia politica si lega fin dall’inizio alla difesa dei diritti civili e delle libertà individuali.
Negli anni Settanta porta in prima persona la battaglia per l’aborto legale, arrivando ad autodenunciarsi in un’Italia nella quale l’interruzione volontaria di gravidanza era ancora un reato. È l’inizio di un impegno che non abbandonerà più.
Deputata per la prima volta nel 1976, nel corso di mezzo secolo Emma Bonino ha ricoperto numerosi incarichi nelle istituzioni italiane ed europee: parlamentare italiana ed europea, Commissaria europea, ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale e, dal 2013 al 2014, ministra degli Affari Esteri.
Ma la sua storia non può essere raccontata soltanto attraverso gli incarichi istituzionali.
Bonino ha fatto della politica uno strumento di battaglia civile.
Dalla lotta contro la pena di morte alla denuncia delle mutilazioni genitali femminili, dai diritti delle donne alla difesa dei migranti, dalla fame nel mondo alla giustizia internazionale, fino alla costruzione di un’Europa sempre più unita: sono state numerose le cause alle quali ha dedicato la propria vita.
Nel 1997, durante una missione in Afghanistan, venne anche fermata dai talebani. Da anni denunciava la condizione delle donne afghane e il silenzio della comunità internazionale.
La malattia era entrata nella sua vita nel 2015, quando aveva annunciato pubblicamente di avere un tumore al polmone. Anche durante le cure, però, non aveva rinunciato all’impegno politico e civile.
Negli ultimi anni aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico e a difendere quelle libertà che considerava conquiste mai definitive.
Perché questo è forse uno degli insegnamenti che attraversano tutta la storia di Emma Bonino: i diritti conquistati non sono diritti garantiti per sempre. Devono essere difesi.
Oggi la politica italiana perde una protagonista capace di dividere, provocare, discutere e combattere senza rinunciare alle proprie convinzioni.
Si poteva essere d’accordo o in disaccordo con Emma Bonino.
Era molto più difficile ignorarla.
Aveva 78 anni.
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IL PENSIERO DI GIACOMO MOLINARI
«Ci sono persone che attraversano la politica e altre che, attraverso la politica, cercano di cambiare la società.
Emma Bonino apparteneva certamente a queste ultime.
Molte delle sue battaglie hanno diviso, fatto discutere e incontrato opposizioni durissime. Ma proprio la possibilità di discutere liberamente, di dissentire e di rivendicare i propri diritti è stata al centro di tutta la sua vita.
Il mondo della cultura e dell’arte conosce bene il valore della libertà. Senza libertà non esistono pensiero, ricerca, espressione e, in fondo, non esiste neppure arte.
Oggi salutiamo una donna che quella libertà ha scelto di difenderla per tutta la vita.
Al di là delle appartenenze e delle opinioni politiche, rimane il rispetto per la coerenza, il coraggio e la passione con cui Emma Bonino ha portato avanti le proprie idee.
E forse il modo migliore per ricordarla è proprio questo: continuare a considerare la libertà e i diritti non qualcosa di acquisito per sempre, ma qualcosa di cui ciascuno di noi deve avere cura.»
Giacomo Molinari








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