IL LAVORO NELLO SPETTACOLO HA VALORE : IL TEATRO SCIOPERA PER SALARI E DIGNITA'

Nove anni di attesa e proposte economiche giudicate insufficienti: le ragioni della mobilitazione al centro della video intervista di RadioDanza a Celeste Gugliandolo, referente SLC CGIL.
Il teatro si ferma per chiedere che il valore del lavoro venga riconosciuto anche nei contratti e nelle retribuzioni. Oggi, 27 ottobre, lo sciopero nazionale coinvolge i dipendenti dei teatri e il personale scritturato, portando all’attenzione del pubblico le condizioni economiche di chi rende possibile lo spettacolo dal vivo.
«Nove anni di attesa. Aumenti da 1,30 euro»: è il messaggio che apre il volantino di SLC CGIL Roma e Lazio. Una denuncia che accompagna la mobilitazione e riassume la distanza tra le richieste dei lavoratori e le proposte avanzate al tavolo negoziale. Secondo quanto riportato dal sindacato, dopo due anni di trattative il confronto con Federvivo si è interrotto: le proposte economiche vengono considerate inadeguate a riconoscere l’inflazione, la professionalità e la dignità di chi lavora nel settore.
I numeri diffusi nel volantino descrivono le ragioni della protesta. A fronte di un’inflazione del 23% nel periodo di riferimento, la paga media dei dipendenti dei teatri viene indicata in 1.433 euro al mese. Per questa categoria, il sindacato stima che l’incremento reale derivante dalla proposta sia di appena 28 euro lordi all’anno.
Per il personale scritturato, il minimo giornaliero medio riportato è di 58,69 euro lordi. L’aumento giornaliero proposto, secondo il volantino, sarebbe di 1,30 euro lordi per ciascun anno fino al 2029, quando la paga prevista raggiungerebbe i 70 euro lordi al giorno.
Dietro queste cifre ci sono le persone che ogni giorno contribuiscono alla vita dei teatri. La mobilitazione richiama una questione che riguarda l’intero settore culturale: riconoscere la professionalità di chi lavora nello spettacolo significa dare un valore concreto al tempo, alla preparazione e alle competenze necessari per portarlo in scena.
Il calendario della protesta comprende il blocco degli straordinari, lo sciopero nazionale del 27 ottobre e una finestra di sciopero dal 21 al 30 ottobre per chi non è in produzione nella giornata del 27. Il volantino annuncia inoltre una manifestazione nazionale a Roma per il 9 novembre.
In occasione della mobilitazione, Gabriele Cantando Pascali ha intervistato per RadioDanza-Cultura Italia Network Celeste Gugliandolo, referente SLC CGIL. La video intervista che accompagna questo articolo offre uno spazio di approfondimento sulle ragioni della protesta e sulle richieste dei lavoratori.
«Il lavoro nello spettacolo ha valore. Il contratto deve riconoscerlo»: il messaggio conclusivo del volantino esprime il senso della rivendicazione. Perché dietro ogni sipario che si apre c’è un lavoro che merita riconoscimento, rispetto e una retribuzione adeguata.
Gabriele Cantando Pascali








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