L'EDITORIALE DI G.MOLINARI
- RadioDanza Redazione

- 4 giorni fa
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L'ECLISSI DELLA BELLEZZA

L'Eclissi della Bellezza: Se un Cinema Diventa un Camerino, Abbiamo Perso Tutti
Non è solo Roma. È l'Italia che svende i suoi templi della cultura per trasformarli in outlet. Mentre le città perdono la propria identità, la politica abdica al suo ruolo e si sottomette ai giganti dell'economia.
C’è un silenzio assordante dietro il rumore dei cantieri che trasformeranno lo storico Cinema Metropolitan di Via del Corso in un megastore di 1.800 metri quadrati. Quel "fino a 99 posti" concesso al cinema sa di beffa, una briciola di pane lanciata per distrarci da una verità brutale: stiamo barattando il nostro patrimonio culturale con il consumo veloce.
Il Paradosso di Verona: Un'Eccezione che Conferma la Regola?
Eppure, un’alternativa esiste, come dimostra il caso dell'ex Cinema Astra di via Oberdan a Verona. Qui, il Ministero della Cultura ha scelto di intervenire nel 2026, acquisendo l'immobile per trasformarlo in un polo culturale innovativo e valorizzare i resti romani sottostanti, la cosiddetta "piccola Pompei" veronese.
Perché questa non è la norma?
Perché a Verona si è scelto di salvare l'anima di un luogo mentre altrove si firmano condanne a morte commerciali?
La risposta è amara: l'Astra è l'eccezione fortunata in cui l'archeologia ha imposto un freno al mercato, ma non dovrebbe servire un tesoro romano per giustificare la sopravvivenza di un presidio culturale. Se lo Stato interviene a Verona è perché il valore storico era "troppo grande per essere ignorato", ma la cultura, quella quotidiana, fatta di schermi e platee, viene lasciata morire ovunque non ci siano mosaici a proteggerla.
Una patologia nazionale: il declino della Governance
Il problema ha radici profonde e non si ferma ai confini della Capitale. È una crisi di visione che attraversa tutto lo Stivale. Le destinazioni d’uso, che dovrebbero essere lo scudo con cui lo Stato protegge la funzione sociale e culturale dei luoghi, vengono sistematicamente sacrificate sull’altare del profitto.
Oggi assistiamo a una politica che si piega totalmente all’interesse economico, mettendosi al servizio delle lobby. Il potere finanziario monta sopra ogni cosa, calpestando persino il valore della persona, che in questo schema non conta più nulla. Il sistema economico è diventato un mostro che sta fagocitando l’umanità stessa che l’ha creato, rimanendo imbrigliato nei propri ingranaggi di accumulazione senza fine.
Il tradimento della rappresentanza
In questo scenario, le governance attuali hanno reciso ogni legame con la cittadinanza. Le rappresentanze popolari sono state completamente bypassate: nessuno le ascolta, nessuno le considera più. I sistemi politici sono diventati strutture ermetiche, blindate al loro interno, dove i protagonisti si limitano a spartirsi il potere in una danza autoreferenziale che esclude il bene comune.
Quando un luogo nato per il cinema, il teatro o l'arte viene convertito in un punto vendita, si lacera il tessuto sociale:
1. L'identità urbana sbiadisce: le città diventano "non-luoghi" fotocopia, privi di anima.
2. La cultura viene marginalizzata: ridotta a piccoli spazi simbolici per lavarsi la coscienza.
3. L'uomo diventa utente: non più cittadino con diritti culturali, ma solo ingranaggio di un mercato che lo divora.
Una chiamata alla responsabilità
Non possiamo più restare a guardare mentre il "gioco dell’oca" delle leggi e dei ricorsi smantella la nostra storia. È necessario che le organizzazioni di categoria, gli analisti e chiunque abbia a cuore il destino delle nostre città si fermino per un'analisi profonda e severa.
Dobbiamo chiederci, con onestà e un pizzico di tristezza: che tipo di cittadini stiamo diventando se accettiamo che i nostri cinema, teatri e prestigiosi luoghi educativi, tradizionali e storici, diventino camerini? La cultura non è un lusso, è l'ossigeno di una democrazia. E oggi, a Roma come nel resto d'Italia, l'aria si sta facendo decisamente pesante.
Se non proteggiamo la funzione dei nostri spazi, diventeremo solo i clienti di una nazione che un tempo era la culla della civiltà.
Giacomo Molinari-Editore
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