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LA PERSONALE DI JACK VETTRIANO

ROMA | PALAZZO VELLI 12 FEBBRAIO-5 LUGLIO 2026


Dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, Palazzo Velli a Roma ospita una grande retrospettiva dedicata a JACK VETTRIANO (1951-2025), artista scozzese recentemente scomparso, molto amato dl pubblico internazionale per il suo stile dal forte impatto narrativo e cinematografico.

La mostra presenta oltre 80 opere tra oli su tela, lavori su carta a tiratura unica, fotografie scattate nello studio dell'artista, ritratti ufficiali, per il SUNDAY TIMES e un video autobiografico in cui Vettriano racconta la propria evoluzione stilistica. Le atmosfere dei dipinti sono noir, sensuali e malinconiche, spesso incentrate sul tema dell'amore inquieto, tra coppie eleganti, donne enigmatiche e ambientazioni cariche di tensione emotiva.

Autodidatta, nato a Fife in Scozia con. il nome di JACK HOGGAN, Vettriano inizia a dipingere solo a ventuno anni.

Dopo anni di lavoro come apprendista tecnico minerario, raggiunge il successo nel 1988, quando espone alla ROYAL SCOTTISH ACADEMY di EDIMBURGO e vende entrambi i dipinti il giorno dell'inaugurazione. Da quel momento la sua carriera decolla, portandolo a esporre in importanti gallerie tra Edimburgo, Londra, New York e Hong Kong.

Il suo dipinto più celebre, " IL MAGGIORDOMO CANTANTE" ( The singing butler) , viene battuto all'asta nel 2004 da SOTHEBY'S per quasi 750.000 sterline, consacrandolo definitivamente. Nello stesso anno riceve dalla REGINA ELISABETTA II l'onorificenza OBE per i servizi alle arti visive.

Nonostante le critiche ricevute dal mondo accademico, Vettriano ha ottenuto un enorme consenso popolare grazie alla sua capacità di evocare emozioni intense e raccontare storie sospese tra cinema, musica e pittura.

Le sue opere richiamano influenze che vanno da EDWARD HOPPER alla cultura cinematografica e pubblicitaria.

In occasione del vernissage del 10 febbraio, ha partecipato anche il nostro editore GIACOMO MOLINARI, che ha ammirato a lungo le opere di Vettriano, restandone profondamente affascinato. Nel percorso espositivo ha riconosciuto una forte connessione artistica ed emotiva con il mondo della danza, individuando ni dipinti una qualità narrativa, ritmica e sensuale affine al linguaggio del movimento e della scena coreografica.

La mostra è curata da Francesca Bogliolo.



 
 
 

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